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Un nuovo mondo, lo senti ? è quello che hai sempre pensato, quello che ti vibra dentro l'anima, vieni a costruirlo con noi...


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martedì, 29 settembre 2009

Musica al flauto di Pan

musica, luce, anima

   

IL CONDOR
(Jourdan - Milchberg - Lauzi)

L'amore come un condor scenderà
il mio cuor colpirà
poi se ne andrà.
La luna nel deserto fiorirà
tu verrai
solo un bacio e poi mi lascerai.

Chissà domani dove andrai
che farai?
Mi penserai?
Lo so, tu non ti fermi mai
ma pensa che io non vivrei
come potrei?

Un fiore dal dolore nascerà
il mio cuor pungerà
poi morirà.
L'amore come un condor volerà
fin lassù
e così mai più
ritornerà.

Lo so, tu non ti fermi mai
ma pensa che io non vivrei
come potrei?

-//-

Secondo la mitologia greca il creatore del "flauto di Pan" è appunto il dio Pan.
Un giorno il dio si innamorò di Siringa, una ninfa degli alberi, ma lei per scappare da Pan si andò a rifuggiare in un campo di canne. A questo punto chiese aiuto alla dea, e le chiese se la poteva trasformare in una canna; il dio vide che si rifugiò in questo campo, ma non vedendola più capì cosa era successo e allora prese una canna e la tagliò, la unì e ci soffiò dentro, consolandosi con la musica.

A parte la semplicita' disarmante del testo di Lauzi, che ci lascia la musica di questo strumento così strano e al contempo naturale, fatto di canne intagliate che ha questo suono che scava l'anima...Forse l'amore del dio Pan vibra ancora nelle sue note e in quel soffio dolcissimo che vibra con noi ... Ogni volta...


La voce del vento per bocca di

MarcoforEver

ha parlato alle ore 13:18
commenti (8) da fare?

 

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sabato, 26 settembre 2009

Morte di un uomo senza domani

amore, riflessioni, vita, anima


Lo trovarono lì disteso sulla panca di pietra, con le foglie che gli facevano vestito gli occhi ancora aperti, a osservare quel mondo che aveva tanto amato. Forse l’ultima cosa che vide fu la luce della luna o delle stelle che tanto amava. Lontano cantavano i passeri e le rondini passavano in volo quasi a salutare quella mano amica che tante volte salutava il cielo. Nessuno seppe quali fossero le sue ultime parole, ma sul suo viso conservava un sorriso, quello che aveva sempre per chiunque gli chiedesse passando per strada, che cosa c’era di così grande nella vita.
Lui si apriva in un sorriso stellato e cercando nei ricordi del cuore diceva :
-Nella mia vita ho visto l’ultimo dei miei fratelli e gli ho stretto la mano ho parlato con il vento con l’erba e con i fiori, gli uccelli ancora mi fanno compagnia.-
Poi se ne andava con lo sguardo lontano. Un giorno una bambina gli chiese :
- Che hai fatto di te ?-
- Ho vissuto piccola stella-
Aveva sassi nelle mani ma negli occhi aveva solo amore,
-dimmi fratello gli chiese un frate qual è l’amore piu’ grande ?-
-Lo porto nel cuore e mai lascera’ le pagine della mia vita-
Vuoti i cancelli del tempo si chiusero sui suoi giorni. Ma se guardate in cielo due stelle grandi come i suoi occhi stanno accanto alla luna.
I suoi domani adesso sono negli occhi di chi cerca, guardando la luna, il suo amore perduto.
C’è chi dice di averlo visto ancora correre tra i passeri con le mani piene di sassi, e un cappello di foglie, ma la voce lontana non aveva parole solo sassi da lasciare per strada…


La voce del vento per bocca di

MarcoforEver

ha parlato alle ore 22:19
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venerdì, 25 settembre 2009

riflessioni, anima, meditazione

La vera meditazione non è pensare, è la negazione stessa del pensiero, abbandonatevi alla 'non mente' lasciate ogni pensiero ma lasciatelo andare, non chiudete porte o mettete lucchetti, quelli stessi sono agganci al raziocinio, sono comand...i postipnotici, lasciate che tutto vada... Solo allora avvertirete la grande vibrazione...


La voce del vento per bocca di

MarcoforEver

ha parlato alle ore 14:55
commenti (1) da fare?

 

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Erositylove

Le mie poesie su:
El Camino de la Poesia - Antologia (El Taller del Poeta ed.)
EroSityLove - Antologia EroSityLove(Lulù ed.)
Un pò di me


Certi treni...
Quel treno portava lontano oltre i pensieri oltre i desideri ammaliava l'anima anime si incontravano senza ne visi ne corpi solo anima.
Quel treno portava lontano e mancava il silenzio tante erano le parole che attorniavano il cielo si riempivano i giorni di parole scambiate
Quel treno portava lontano attraversava le porte del tempo varcava lo spazio era solo magia a dirigere il cuore sotto cieli azzurrati
Quel treno portava lontano e lontano mi ha dato quel che adesso ho nel cuore e che mai si disperda nel sentiero del tempo questo raggio di sole...
Certi treni...
Certi treni non partono mai...

Marco

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