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sabato, 18 ottobre 2008

Alchimie

racconti

 

Alchimie

 

Nell’arco della sua vita Esteban, l’alchimista, non aveva mai visto una tale rispondenza, nelle sue mani l’oro rosso e l’oro giallo acquisivano lo stesso potenziale. Erano sempre stati entrambi oro, ma ognuno con sue caratteristiche ben precise, l’incontro, l’elettrolisi che ne era seguita, aveva equiparato in tale maniera le rispettive caratteristiche, che le due qualità si erano accomunate talmente che pur con la sua grande saggezza faticava a distinguere l’individualità .ognuna stava acquisendo caratteristiche dall’altra.

Esteban vedeva sfiorire i riflessi del rosso che pure si armonizzava sempre più con il giallo, e sentiva la mancanza di quegli effetti di quelle creste di colore dello spettro che tanto avevano dato al suo sentire. Lentamente, inconsapevolmente, cominciò a deviare i flussi scostando il rosso dal giallo, la sua mente iniziò ad attingere ad ancestrali memorie
incanalando forze e allontanando flussi, mano a mano l’oro rosso riprendeva le sue caratteristiche, ma l’oro giallo stava sfiorendo al punto di mutarsi quasi in piombo, e poi anche lo stesso oro rosso non era esattamente come prima, assumeva un che di selvaggio nel suo colore.

Dalle trifore della sua torre di pietra l’ alchimista vedeva la luna che si rifletteva sulla superficie di quel mare che adorava, doveva agire. Riprese così i vecchi appunti e inizio’ la marcia a ritroso delle precedenti sovrapposizioni, ma incredibilmente, faceva un’ enorme fatica, i fatti gli si opponevano, le situazioni gli sfuggivano di mano, riusciva per un attimo ad intravedere la soluzione , quando a stessa si vanificava per un nonnulla.. Niente era più come prima e mai lo stesso.


Le forze dell’universo.

Niente avviene per caso e nel disegno del destino si trovano le linee guida che generano la vita. Le forze dell’universo agiscono, quietano e ripristinano. La mano dell’uomo non copre l’orizzonte…

 

Il Mercante di Sogni


Il suo sole azzurro riscaldava una galassia lontana, Raydek il mercante di sogni nato su Slidus 7 nel sistema di Ominpar aveva visto la galassia nella sua adolescenza e la stava contemplando adesso nel suo fiorire…
Le note di una lira raggiungevano i suoi organi sensori rilassando il suo sistema neurale posto esattamente al centro della sua forma sferica. Aveva passato 30.000 dei nostri anni a sfruttare le sue capacità non usuali neppure tra la sua gente, e la sua vita si stava affacciando al periodo della senilità. Era un parassita, un entità che estrapolava sogni dalle menti di specie diverse, e riforniva grandi menti che avevano poteri immensi, ma mediocre fantasia. Aveva scoperto da tempo la specie degli uomini, ed insieme a Lytrya la sua compagna, ne aveva assorbito e ridistribuito emozioni dall’ alba dei secoli era tempo di lasciare, era tempo di trovare… chi nella razza degli uomini avrebbe potuto sostituirli in un lavoro unico per l’officina cosmica….

Tra tutti gli individui esaminati negli ultimi secoli Esteban l’alchimista era l’unico che avesse mostrato caratteristiche organolettiche adatte. Esteban era un mutante, il primo della sua specie in quella scala evolutiva, il primo che avrebbe potuto succedergli, il primo figlio di quella galassia al quale insegnare al quale consegnare le chiavi del tempo…
 

 

La Luna muschiata

Immersa nei suoi pensieri Doradrin guardava la fontana della luce, quella piccola pietra  viva, che tra le sue mani prendeva i colori dell’arcobaleno, era già tardi, tra poco avrebbe dovuto raggiungere Gillian nella sala maestra, davanti al talismano azzurro per unire i suoi pensieri a quelli del compagno e dell’alchimista.

Uno sbalzo di luce improvvisa gli fece intravedere con la coda dell’occhio, una minuscola sfera argentea, fu visibile solo per un attimo, poi scomparve. Doradrin, pensò di aver immaginato e dopo poco aveva già dimenticato. Attraversando il colonnato che portava al chiostro della sacra mente, avvertì ancora un formicolio alla nuca; Infastidita e rassegnata scrollò le spalle, il tempo era giunto. Le multicolori pareti di pietra viva venate di quel muschio onnipresente su Dedalus, la luna di Nuova Terra , emettevano il loro caratteristico profumo, dolce, di fiori silvestri, un odore antico che sapeva di storia, che sapeva di pace.

Giunta alla fine del vialetto, il circolo di marmoree colonne che racchiudeva il talismano le si parò davanti e con esso la Sacra Mente.
La pietra azzurra che racchiudeva il sapere, unica vestigia ritrovata in quel mondo di una civiltà scomparsa. Era in anticipo, Gillian stava arrivando adesso, lo sguardo volto a cercarla, la mente persa nell’infinito

Olocausto

Omnipar al centro della galassia


Nei suoi ricordi Raydek vedeva ancora la fuga disordinata, precipitosa, incontrollabile, che determinò la sua salvezza e la fine della sua razza. Gli omnpariani erano esseri di puro intelletto ma purtroppo senza alcuna possibilità pratica, la loro forma non permetteva manualità, avevano talento psisico, erano l’evoluzione di una razza padrona che aveva fatto di Omnipar il loro mondo, prima della decadenza tecnologica imposta dalla loro naturale evoluzione , e con i manufatti dei secoli passati ancora incredibilmente funzionanti avevano incrementato le loro capacità assoggettando mani, ma mai schiavizzando, dando libero contratto di commercio e guadagno, avevano una biblioteca immensa nelle loro menti, il ricordo epocale di una razza perduta, nozioni di ogni genere, si erano evoluti in puro pensiero e come tale sfrecciavano lontani in pura forma d’energia, ma quando la loro stella collassò solo pochi di loro erano abbastanza lontani da non subire l’onda elettro/magnetica generata dall’esplosione di Kursal il loro sole, esisteva in natura qualcosa capace di cortocircuitare milioni di forme di libera energia, la fine di Kursal ne dette prova.

Lanciformi contorni

Davanti alla pietra azzurra Doradrin e Gillian presero posto su regali sedili di quarzo rosa che incorporavano il talismano azzurro, due piccoli bracieri laterali di puro oricalco contenevano acqua riscaldata proveniente da due piccole sorgenti sulfuree, nel solito rito deposero le due loro piccole pietre che immerse nel liquido, liberarono immediatamente un energia che fluì verso il talismano, generando un triangolo di luce dai contorni a forma di lancia.. Lentamente l’immagine dell’alchimista si formò al centro del colonnato, il cerchio era chiuso. Raydek osservava con interesse quella pratica antica. Esisteva tra i tre un feeling incredibile distanti misure astronomiche riuscivano a comunicare ma era strano che avessero bisogno di quell ampliificatore succedeva molto dii rado ed in circostanze di estrema urgenza. Ora ne era sicuro, non una mente, avrebbe raccolto l’ eredità di Omnipar ma ben tre menti adatte aveva generato quell’ epoca. Immediatamente si mise in contatto con Lytrya e la libera forma lo raggiunse all’istante, l’euforia pervadeva il loro spazio-dimensionale potevano finalmente morire. Un’ ultimo pensiero, poi come mano nella mano anche se di pura energia, si lanciarono tra le lanciformi fiamme d’energia immolandosi in un istante e trasferendo la loro energia al trio.

Nuove consapevolezze

Il sovraccarico generato scosse i tre al centro del colonnato, un leggero capogiro e poi….
La memoria dell’ universo….

Devianze dimensionali

Ogni momento della nostra vita crea una devianza dimensionale, le varie realtà si separano e creano nuove prospettive, a seconda delle nostre scelte…
Nel lungo viaggio che seguì Doradrin e Gillian presero strade diverse o uguali a seconda delle loro scelte generando così infinite dimensioni di provabilità.
In alcune di esse Lui bacia ancora l’ultimo pensiero di Lei prima di assopirsi….
In altre… lacrime di sale solcano il suo volto…. Ogni giorno….

 

 

 

 

 

 


La voce del vento per bocca di

MarcoforEver

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Certi treni...
Quel treno portava lontano oltre i pensieri oltre i desideri ammaliava l'anima anime si incontravano senza ne visi ne corpi solo anima.
Quel treno portava lontano e mancava il silenzio tante erano le parole che attorniavano il cielo si riempivano i giorni di parole scambiate
Quel treno portava lontano attraversava le porte del tempo varcava lo spazio era solo magia a dirigere il cuore sotto cieli azzurrati
Quel treno portava lontano e lontano mi ha dato quel che adesso ho nel cuore e che mai si disperda nel sentiero del tempo questo raggio di sole...
Certi treni...
Certi treni non partono mai...

Marco

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